Terrorismo: condanne severe a chi è imprudente.

Allo studio negli UK nuovi reati e l’inasprimento delle condanne penali a chi approva un gruppo proibito, anche se non incita altri a farlo, e a chi osserva troppe volte del materiale terroristico online.

Basta un “like” su una foto, che mostra una bandiera o una figura che richiama il gruppo terroristico, per essere incriminato (l’altro giorno un giuudice ha assolto per non aver commesso il fatto una persona che aveva messo un “mi piace” su una foto jihadista.

Altra condanna si avrebbe nel caso una persona acceda, in visione, almeno tre volte a materiale a contenuto terroristico online, ovvero, invii tale materiale a persone che non ne comprendano la gravità, come nel caso di adolescenti.

La pena può arrivare a 15 anni di carcere.

E’ ovviamente in corso un forte dibattito: i contrari affermano che in questo modo si va a favore delle teorie terroristiche che affermano che nei paesi occidentali non vi è libertà, nemmeno di espressione.

Ci si consenta una banale osservazione.

Un “mi piace” su una foto o filmato (nel quale però non ci sia una immagine di una persona uccisa o torturata) , può essere messo da un giovane “arrabbiato” o da uno che sta meditando di aderire a tale gruppo terroristico. Qualora fosse questo il caso, questa informazione, non è utile alla intelligence? Perchè proibire di manifestare il proprio pensiero?

L’esperienza nei reati informatici, nei primi tempi ha insegnato che erano tutti ragazzini che, per curiosità, scannerizzavano gli indirizzi IP e provavano facili comandi appresi in rete.

I veri criminali, i veri terroristi, non si fanno notare! Anzi:  sono giovani democratici, sensibili, aperti al dialogo o, al contrario, silenziosi, discreti…

Ciò di giorno.

La notte, è dedicata ad altro…

Gli inglesi pensino alla Brexit. E al rischio di fuga delle aziende e dei “cervelli”.

Senza dimenticare la violenza giovanile, l’alcolismo, la droga.

Il terrorismo non appare il primo dei problemi.

 

 

Terrorismo: condanne severe a chi è imprudente.

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