“Vergogna ed esclusione. L’Europa di fronte alla sfida dell’emigrazione”

Commento al volume:

“Vergogna ed esclusione. L’Europa di fronte alla sfida dell’emigrazione”, di Umberto Curi.

Io sono approdato all’altra riva. Il buio mi avvolge. Nessuno sa ciò che, nella mia solitudine, mi tocca sopportare”: sono alcune delle parole di una canzone africana, citate nel saggio conclusivo del volume dal titolo “Vergogna ed esclusione. L’Europa di fronte alla sfida dell’emigrazione”, a cura di Umberto Curi, per richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione del migrante che approda a nuovi lidi, sospeso tra il ricordo insopportabile del proprio passato, funestato da guerre, violenze o miseria, ed un futuro difficile da immaginare.

Inizio da un cenno a questo saggio, pur essendo quello finale di una corposa serie, perché mi sembra che renda bene l’approccio dell’opera al tema dell’emigrazione, teso all’approfondimento di uno degli argomenti più drammatici e spinosi della nostra epoca, senza condizionamenti ideologici e con lo sguardo rivolto anche agli aspetti profondamente umani di un fenomeno di così vaste dimensioni.

Il libro, che raccoglie le relazioni di numerosi studiosi di discipline diverse – sociologia economia, diritto, filosofia ……. -, presentate nel corso di un Convegno tenutosi nel 2016 a Padova su iniziativa dell’associazione “Filosofia di vita”, di Magistratura Democratica e del “Manifesto per Padova senza razzismo e discriminazione religiosa”, risulta particolarmente interessante perché offre variegati strumenti conoscitivi ed interpretativi del complesso fenomeno dell’emigrazione, nel contesto della realtà sociale, politica ed economica dei nostri tempi.

I contributi dei vari autori rappresentano ciascuno un tassello di un quadro complessivo dalle numerose sfaccettature che offre al lettore utili elementi di valutazione, anche se bisogna tenere presente gli sviluppi della situazione dal 2016 ad oggi.

Il volume ha inizio con l’esposizione dei risultati di un’indagine sulle motivazioni di ordine economico che spingono così tante persone a cercare nuove terre, affrontando un viaggio pieno di pericoli anche a rischio della propria vita. I dati sottoposti alla nostra attenzione sono drammatici: le asimmetrie fra alcuni Paesi ed altri del pianeta, come quelli europei, talmente profonde da determinare, secondo l’autore del saggio, il rischio concreto di future dinamiche migratorie dalle proporzioni assai più vaste di quelle attuali.

Seguono numerosi approfondimenti. Fra gli altri, vengono sottoposti al lettore interessanti spunti di riflessione sui problemi connessi con la percezione del mondo islamico, visto come una realtà più distante delle altre rispetto alla cultura del nostro continente, a dispetto delle effettive diversità; la considerazione dell’immigrato quale forza lavoro concorrente anziché complementare rispetto a quella interna; la timidezza delle Istituzioni europee rispetto all’applicazione del principio di solidarietà e di equa ripartizione delle responsabilità, per quanto concerne la garanzia dell’accesso alla protezione internazionale, e molti altri temi attinenti all’argomento.

Via via scorrendo i diversi saggi, giungiamo infine all’ultimo di essi, cui ho fatto cenno all’inizio di questo breve commento, quello dal titolo “Vergognarsi in eterno”, un titolo che echeggia quello dell’intero volume, rappresentando il punto di arrivo dell’articolato discorso svolto dai diversi studiosi.

La realtà dell’immigrazione nei Paesi più fortunati è colta, in questo approfondimento, sotto l’aspetto dell’emozione, potenzialmente distruttiva, della vergogna, la vergogna che, secondo l’autore, prova il migrante, la vergogna “di esserci” in una realtà sociale di esclusione, di rifiuto e di indifferenza, la vergogna di vivere “una condizione giudicata anomala, infamante, irregolare, punibile…

Ed allora appare chiaro il senso profondo delle parole finali di quella canzone africana inizialmente citata: “Allora è meglio morire, piuttosto che vergognarsi in eterno”.

Carla Capobianchi

 

 

 

 

 

“Vergogna ed esclusione. L’Europa di fronte alla sfida dell’emigrazione”

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