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Ancora confusione fra business continuity e disaster recovery?

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Così sembra, leggendo alcuni articoli e notizie sui siti.

Il disaster recovery plan (DRP) è una parte, importante, del BCPlan, e in generale si intende la capacità di ripartire, nel più breve tempo possibile, con il sistema informativo: ciò almeno per i processi più critici.

La BC affronta le minacce in grado di impedire la continuità nella fornitura di prodotti e servizi, qualunque sia la possibile causa e, soprattutto, si occupa di ridurre le conseguenze anche di disastri ampi e duraturi, consentendo una operatività minima accettata.

Fra le possibili conseguenze delle minacce individuate, a seguito dell’evoluzione in atto dovute alla trasformazione digitale, vi è ad esempio la perdita di dati ed informazioni cruciali per la sopravvivenza di una organizzazione.  In questi casi, le copie di sicurezza potrebbero non essere sufficienti ad impedire le conseguenze reputazionali, economiche, legali, normative (pensiamo ad esempio alla diffusione di dati sensibili).

Possiamo aggiungere, grazie all’IoT, il blocco o incendio dei generatori di corrente, errori in sala operatoria, ecc.

La BC, attraverso la Business Impact Analysis e le attività di risk assessment,  consente di far concentrare l’attenzione sui  servizi e processi realmente critici, e trattare i rischi mediante misure preventive, o da prendere all’occorrenza: ciò includendo la gestione tempestiva dell’emergenza e la relativa comunicazione verso le parti interessate ed i media.

BCP non è quindi sinonimo di DRP, ma quest’ultimo è un “di cui”.

acw