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Ora i malware sono spediti via email dal capo

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Crescono i ricavi degli hacker a causa dell’ignoranza dei cittadini: mentre le aziende investono nella sensibilizzazione del personale, i cittadini non riescono nemmeno ad accorgersi che l’indirizzo Web, dal quale proviene una email, non è coerente con il presunto mittente.

Gli attuali attacchi sono sempre più sofisticati: dopo le comunicazioni di presunti pacchi da consegnare, o multe da pagare, si aggiungono ora false richieste di lontani parenti o conoscenze che chiedono aiuto, o accludono un documento importante (es.: eredità; lettera di addio; ecc.).

Queste tipologie di “furbate” sono note da tempo, ma erano fatte via telefono o sollecitate  al campanello di casa. Ora avvengono in lotti di centinaia di migliaia di email.

Ciò che preoccupa è che, forse a causa del furto di milioni di dati personali, fra queste nuove email di phishing, destinate a tutti per definizione, ve ne siano altre indirizzate a precise persone.

Possiamo escludere che il messaggio contenente un malware non sia appositamente inviato ad una persona che ricopre un certo ruolo in un ente locale, vuoi Comune, vuoi azienda ospedaliera? E il mittente della falsa email è effettivamente un parente o un collega? O addirittura un superiore gerarchico?