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Attenzione ad Enti che non possono rilasciare certificazioni

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Ente italiano d accreditamento

Riportiamo questa notizia – tratta dal sito di Accredia – in quanto ci è stato riferito da alcuni soci che vi sono aziende che hanno ottenuto la certificazione a standard quali la ISO/IEC 27001 da Enti che NON sono accreditati.

Accredia è l’Ente Unico nazionale di accreditamento designato dal governo italiano, in applicazione del Regolamento europeo 765/2008, ad attestare la competenza, l’indipendenza e l’imparzialità degli organismi di certificazione, ispezione e verifica, e dei laboratori di prova e taratura. Accredia è un’associazione riconosciuta che opera senza scopo di lucro, sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

L’antefatto giudiziario del caso Accredia – laboratorio “Analisi G. Caracciolo”


Il laboratorio “Analisi G. Caracciolo” aveva deciso di ricorrere al Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, per impugnare la decisione del TAR Sicilia (n. 951/2017) che confermava la legittimità del Decreto Regionale 9 marzo 2017, con il quale era stato escluso dall’elenco dei laboratori autorizzati all’attività, poiché privo della precondizione necessaria, ossia l’accreditamento da parte di Accredia. Il laboratorio aveva chiesto l’annullamento del Decreto citato, sostenendo di essere in possesso di un certificato di accreditamento rilasciato dalla Perry Johnson Laboratory Accreditation Inc., Ente di accreditamento con sede negli Stati Uniti d’America.

Il TAR aveva accolto l’appello di Accredia, avvalendosi di quanto indicato nel Regolamento CE  765/2008 che fissa le regole sull’esercizio dell’accreditamento in tutti i Paesi UE, stabilendo che per ogni Paese ci sia un solo Ente di accreditamento, e che questo sia membro dell’organismo europeo EA (European co-operation for Accreditation) riconosciuto dalla Commissione europea. Si stabilisce inoltre che l’Ente Unico del Paese membro entri in EA dopo aver superato con successo le valutazioni inter pares, che garantiscono l’equivalenza dei servizi di valutazione della conformità prestati nell’Unione europea. Il Regolamento, agli articoli 6 e 7, prevede per i soggetti interessati l’obbligo di rivolgersi “all’Ente nazionale di accreditamento dello Stato membro in cui sono stabiliti” e non a un Ente di un Paese terzo.

Il laboratorio però, al fine di sostenere l’illegittimità dell’esclusione e della conseguente decisione del TAR, si appellava al Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, che, rigettando il ricorso, decideva infine di interpellare la Corte di Giustizia europea sulle questioni sollevate in merito alla legittimità del Regolamento 765.

 

Sentenza della Corte di Giustizia UE sull’applicazione del Regolamento 765/2008 in tutti i Paesi membri: in Europa l’accreditamento, rientrando nei pubblici poteri, può essere svolto solo dall’Ente Unico nazionale di accreditamento.

L’ultimo capitolo della vicenda giudiziaria “Analisi G. Caracciolo”, che ha coinvolto l’Ente Unico italiano di accreditamento, è stato scritto lo scorso 6 maggio con la sentenza della Corte di Giustizia europea C-142/2020.

La Corte UE ha emesso una pronuncia definitiva in merito alla causa con cui, il 26 febbraio 2020, il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, di fronte all’impugnazione della Sentenza del TAR da parte del laboratorio “Analisi G. Caracciolo”, aveva deciso di non pronunciarsi ma di rivolgersi alla Corte.

La Corte di Giustizia europea ha dunque ribadito il valore e l’applicazione del Regolamento CE 765/2008 in tutti i Paesi membri, rispondendo alle questioni sottoposte dal Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana.

Quindi: In UE l’accreditamento può essere svolto solo dagli Enti conformi al Regolamento

(https://www.accredia.it/2021/05/12/corte-di-giustizia-ue-in-europa-solo-lente-nazionale-puo-svolgere-laccreditamento/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=accredialetter-maggio-2020_278 )